Dopo alcuni (molti, in realtà) anni dalla nostra ultima conversazione-divagazione sul tema dell’Arte, ho incontrato di nuovo (almeno virtualmente) il Professor Petrioli per due piacevoli chiacchiere. Per la birra, ci dobbiamo organizzare…
Piergiacomo Petrioli: Are you ready, pal? Si parte con la prima domanda? Ti avevo lasciato anni fa graffitaro, ora ti ritrovo artista quasi concettuale… cosa è successo?
Fred Marconi: Thanks for asking! In effetti ti confesso che non vedo poi una così grande frattura: al centro di tutto ci sono sempre le parole. Ora con messaggi più espliciti, ora intersecate in maniera criptica. Il cambiamento di medium non corrisponde ad un cambiamento di direzione: la destinazione rimane la stessa -il messaggio- anche se è cambiato il “mezzo di trasporto”. Ho smesso di fare graffiti nel 1999 anche se, con il nuovo millennio, non è scemato il mio desiderio di esprimermi. Semmai ho solo sentito il bisogno e l’urgenza di allontanarmi dall’equivoco “Arte/Vandalismo”. Sono stato il primo a fare graffiti a Siena. Ero da solo e ho imparato sul campo, senza alcuna interazione con altri taggers, senza fare parte di una scena o di una crew. Il mio scopo è sempre stato quello di comunicare qualcosa che avevo dentro. L’ho sempre fatto con le parole. Lo farò sempre con le parole. Dopo essermi dedicato per qualche anno solamente alla scrittura, ho poi sentito un bisogno quasi violento di tornare al visuale. Quanto alle mie attuali forme di espressione, credo che la definizione giusta, pur senza volermi rinchiudere in nessuna categoria, sia quella di “Pop Concettuale”. Senza che questo mi limiti in modo alcuno.
PP: Infatti, la prossima mia osservazione è proprio nella matrice comune pop che accomuna il tuo passato al presente. Il graffito è espressione pop per sua natura e può esser considerato nipotino di Warhol, per molti aspetti. Nei tuoi lavori recenti, cerchi appunto di conciliare il segno (parola) con l’immagine. Come si crea, secondo te, questa armonia alchemica-estetica parola-immagine?
FM: Se non fosse stato per Warhol, io, come molti altri, non mi sarei mai avvicinato all’Arte visuale. Non ho un background accademico e sono totalmente autodidatta: questo per molto tempo mi ha spaventato e tenuto lontano dall’azione strettamente “creatrice” (mentre inarrestabile era già quella dinamica “creativa” che mi riempiva la testa di immagini). Warhol incita silenziosamente e continuamente da ogni suo lavoro. Quanto alle parole, io credo nella loro forza evocatrice. Tutto il resto è contorno e questo accade sia quando la parola (o le parole) sta all’origine di un lavoro, sia quando “cade” dentro un lavoro già concepito esclusivamente per immagini. La parola come segno convenzionale è comunque alla base della comunicazione. Che sia un conceto finito o un ritaglio di giornale. Il rapporto con le immagini è di varia natura: può esserci un’eco, un’assonanza, un rimando, un abbraccio, uno scontro o persino un amplesso. Nessuna di queste possibilità è esclusa dalla mia poetica.
PP: E visualmente come colleghi il significato della parola all’immagine della parola nei toui lavori?
FM: Ho una passione per il concetto del livello. Quasi tutto quello che faccio può essere “affettato” in strati sovrapposti e, generalmente, trasparenti. Analizzando i miei lavori finiti, per risalire alla prima scintilla generatrice e poi percorrere la strada che porta al risultato finale, si dovrebbe quasi ricorrere a metodi di analisi archeologica. L’immagine serve sempre a sostenere il suggerimento dato dalla parola. Diciamo che sono sicuro che potrei dare vita a lavori composti esclusivamente da parole mentre difficilmente -pur con alcune eccezioni- riesco a realizzare qualcosa solo per immagini.
PP: La mia prima impressione era che i tuoi lavori possono essere ritenuti dei palinsesti. Vorrei chiederti ora qualcosa sulla “composizione” dei tuoi lavori. Quando inizi una nuova opera hai già in mente il risultato finale oppure si genera man mano che lavori, nasce nell’agglomerarsi di idee, emozioni, spunti del “fare”?
FM: Sfortunatamente per me, ho una mente totalmente “fotografica”. Ogni cosa che creo mi appare in testa perfettamente dettagliata e, praticamente, finita. Da quel momento inizia un difficile viaggio verso quella immagine iniziale. Capita di riuscire a trovare subito il cammino oppure di dover tribolare assai. Quello che è per me indispensabile è mettersi subito in cammino: se attendo troppo prima di passare alla fase pratica e fattiva della realizzazione, l’immagine si sfuma, si corrompe, si deforma fino a diventare inservibile. Quindi ho una costante urgenza della immediata sequenzialità dell’azione creatrice dopo l’istante creativo. Unica eccezione a questo processo sono le mie sculture di legno e resina dove non ho (e nemmeno vorrei avere) nessun controllo sulla trasparenza che assumeranno i vari ritagli di giornale una volta colata la resina epossidica.
PP: Quindi non c’è progettualità nella creazione, ma l’inseguimento di un flash perduto… l’attualizzazione dell’intuizione… direbbe Croce! E la tecnica? Come scegli i materiali?
FM: Sono, per natura, una persona molto curiosa e, sempre per natura, non sono dotato di una manualità innata. Ecco che, quindi, la sperimentazione diretta sui materiali e l’acquisizione di esperienza attraverso l’errore sono diventate parte integrante del percorso. A priori, non rifiuto l’approccio con nessun materiale: magari ci provo e, se i risultati non sono all’altezza, abbandono quella possibilità. Ho iniziato con curiosità a lavorare con la resina epossidica e adesso so bene a cosa vado incontro quando creo le mie piccole sculture di legno di recupero e found objects. L’incontro con una serigrafia veronese che, in passato, era nata come serigrafia artistica, mi ha aperto nuovi scenari: con il digitale e la sublimazione è oggi possibile lavorare praticamente su ogni tipo di materiale. E questo è fantastico quando voglio usare la tecnica 3D degli anaglifi. Paradossalmente, però, questa possibilità così estesa è stata la scintilla che mi ha fatto venire voglia di affrontare la pittura su tela. Per la prima volta a 40 anni! Conscio del fatto che la mia tecnica è assolutamente mediocre (per non dire pessima) ma che è il concetto a stare al di sopra di tutto per far passare il messaggio.
In questi giorni si sta svolgendo Arte Fiera a Bologna. Il mondo dell’Arte osserva il sistema dell’Arte. E in tutta questa distrazione, un po’ di Arte fiorisce su muri dimenticati grazie alla Nuova Galleria Inesistente.
Arte Fiera is taking place in Bologna during these days. The world of Art is looking at the system of Art. And during this distraction, a little bit of Art is blossoming on some forgotten walls thanks to the Nuova Galleria Inesistente.
Sono pronto ad affrontare i nuovi lavori! I bozzetti sono fatti e, per la prima volta, affronterò una serie di 8 opere 100×100 -intitolata “6 lines phrases”- interamente dipinte. Speriamo bene!
I am ready to get it on new works! Sketches are done and, for the first time, I will deal with a series of 8 works 100×100 -titled “6 lines phrases”- entirely painted. Let’s hope for the best!
L’amicizia con l’Artista croato Davor Ciglar diventa una mostra. Era solo questione di tempo… La possibilità di utilizzare i meravigliosi spazi del CAntinonearte (Montepulciano) ci ha coinvolto in una sfida alla velocità del nostro mondo: 1 mostra, 2 artisti, solo 3 ore. Ci vediamo lì!
Wasted Words (detail of the installation) - 2011
The friendship with Coatian Artist Davor Ciglar becomes an exhibit. It was only a matter of time… The opportunity to use the wonderful space of CAntinonearte (Montepulciano) engaged us in a challenge to the speed of today’s world: 1 show, 2 artists, only 3 hours. See you there!
Con grande sorpresa e piacere, sono stato invitato dal mecenate di Brera, il Signor Ivano Taccori, ad esporre nel suo spazio milanese per una importante collettiva intitolata “ConcretAstrazione” (a cura di Silvia Pagani) che inaugurerà Giovedì 17 Febbraio (ore 18,30). Porterò a Milano 11 opere della mia produzione più recente e i miei nuovissimi pantaloni scozzesi cuciti su misura.
Nel video, mi trovate al minuto 06:08 ma, sfortunatamente, non si vedono i pantaloni! Per ulteriori dettagli, click: Spazio Taccori. [...]partendo infatti da uno dei più concreti e quotidiani oggetti, i ritagli di giornale, Fred astrae e decontestualizza le parole facendo perdere il loro iniziale significato e restituendone un altro personale. Interessante è inoltre l’uso stesso della parola che in quanto forma del linguaggio è la concretizzazione dell’astratto per eccellenza [...] (Silvia Pagani, curatrice).
With my big surprise and pleasure, I’ve been invited by Brera’s patron, Mr. Ivano Taccori, to exhibit in his space in Milan for an important collective show titled “ConcretAstrazione” (ConcreteAbstraction, curated by Silvia Pagani) that will open on Thursday February 17th. (at 6,30 PM). I will bring to Milan 11 among my most recent creations and my brand new taylormade tartan trousers.
In the video, you will see me at minute 06:08 but, unfortunately, you won’t see my trousers. For further details, click: Spazio Taccori.
Mi sono trovato a ragionare molto sull’ottimismo, soprattutto nei recenti momenti di crisi. Una crisi che ci circonda tutti e che, in me, è diventata una prova a cui sottoporre il mio modo positivo (seppure tormentato) di interpretare la vita. Ora più che mai ho bisogno di vedere il mio bicchiere mezzo pieno! Ora più che mai apprezzo ciò che ho e lo ritengo prezioso!
Da qui la spinta a creare un qualcosa che sia un ringraziamento per ciò che ho e, al tempo stesso, una dichiarazione di intenti per il tempo a venire: alla soglia dei miei 40 anni, ogni giorno la vita mi regala un bicchiere mezzo pieno. P.S. Sono alla ricerca di un produttore di vino che voglia produrre l’opera nella sua cantina in una qualche speciale occasione. Contattatemi!
I’ve often found myself thinking about optimism, especially in these recent times of crisis. A crisis that is surrounding everyone and that, in me, has become a trial for my positive (and troubled as well) way to go through life. Now more than ever I need to look at my half-full glass! Now more than ever I cherish all I have that so precious to me! From here the drive to create something intended to be read as gratitude for what I have and, at the same time, a declaration of my will for the time to come: close to my 40s, every day my life is giving me a half-full glass. P.S. I am looking for a wine producer willing to produce this work in his cellar for some special occasion. Please contact me!
An Optimistic Year Gone By - 365 half-full glasses - 2010
Capita raramente ciò che è capitato a me. Non lo posso dare per scontato e faccio del mio meglio per guadagnarmi questa quotidiana benedizione. Grazie Lucia e Santiago! Siete la benzina nel mio motore ed io vi sono grato…
What happened to me rarely happens. I can’t take it for granted and I try my best to work my way to this daily blessing. Thanks to Lucia and Santiago! You two are the fuel for my engine and I am grateful…
In attesa di allontanarmi un po’ di più, ecco l’occasione per una mostra prestigiosa a due passi da casa!
Venerdì 30 Luglio (e fino a Domenica 22 Agosto) a Monticchiello (Siena) inaugurerà alle 17,30 la mia nuova mostra in collaborazione con il mio Maestro Daniele Sasson. La mostra, intitolata appunto IN/contro – Sasson & Marconi, parte dal rapporto tra Maestro e Allievo per arrivare alle ovvie differenze.
Porterò alcuni nuovissimi lavori su legno e le mie ormai classiche scatole con inclusioni in resina. La mostra sarà aperta ogni giorno dal tardo pomeriggio.
Waiting to get a little further away, here is a chanche for a prestigeous exhibit right out of my door! Friday July 30th. (until Sunday August 22nd.) in Monticchiello (Siena – Italy) at 7,30 PM there will be the opening of my new show in collaboration with my Maestro Daniele Sasson. The exhibition, nicely titled IN/contro – Sasson & Marconi, starts from the relationship between a Maestro and his Pupil to get to their logical differences. I will bring some of my newest works on wood and my classical resin casts on boxes. The show will be open every day since late afternoon.
Pain - Pray - Hope - Joy (series of 4 print on wood)
New prints on wood inspired by cut paper
Posted: luglio 22nd, 2010
Categories: Arte
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Con colpevole ritardo… ecco la mia ultima mostra! La mia prima personale nei locali di Cantiere75Contemporanea, inaugurata il 17 Aprile, rimarrà visibile fino al 17 Maggio. Si tratta di dieci tele 80×80 cm. che raccontano la mia interpretazione del film “I Guerrieri della Notte” (1979). ULTIME NOTIZIE: MOSTRA ESTESA FINO A VENERDÌ 25 GIUGNO.
With a guilty delay… here is my most recent exhibition! My first solo show at Cantiere75Contemporanea (where I’ve been curator for several other artists), opened on April 17th., will be on until May 17th.. Ten 80×80 cm. canvas are telling my vision of the movie “The Warriors” (1979). LATEST NEWS: SHOW EXTENDED UNTIL FRIDAY, JUNE 25TH.